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COME REALIZZARE UNA CARROZZA PER DETENUTI

di Andrea Robassa

 

E' da molto tempo che pensavo di realizzare una carrozza simile che non mi risulta sia mai stata riprodotta modellisticamente (se è fatta, non mi è mai capitato di vederne il modello).

Tutti i rotabili particolari, prototipi unici e rari, mi hanno sempre affascinato. Le "carrozze cellulari" le ricordo molto bene nel periodo degli anni 90 quando mi dedicavo alla fotografia ferroviaria, a Venezia capitavano spesso.

Un carabiniere, mi spiegava di quanto delicati ed impegnativi fossero i trasferimenti dei detenuti, specie con i soggetti più pericolosi. Talvolta capitavano eventi alquanto spiacevoli e bisognava sempre tenere gli occhi ben aperti.

La cura che ho dedicato al modello è stata notevole, purtroppo viene in parte vanificata dalla scarsa qualità delle foto ma mi auguro si riesca comunque ad apprezzare il risultato finale.

Ecco un esemplare da me fotografato a Conegliano.

 

 

L'ho realizzato con una tecnica mista, lamierino di alluminio, plexiglass ed ottone. Dalle carrozze Corbellini Hachette ho potuto ricavarne i carrelli, le casse porta batterie ed i tetti (due uniti e tagliati adeguatamente) che risultavano di forma adeguata per queste carrozze.

I carrelli sono un po' alti rispetto alla cassa ma va detto che, una volta posizionati in un diorama risultano di una misura corretta.

I disegni sono di facile reperibilità sia nel web che su alcuni libri ed è stato semplice stabilirne le corrette dimensioni per la scala H0.

 

 

 

 

 

Realizzare questo modello, è stato un vero piacere!

 

 

 

I respingenti li ho realizzati al tornio in modo da ottenere il più possibile la stessa misura.

 

 

 

Ho dovuto realizzare anche le scalette in alluminio, così come i REC maschio e femmina:

 

 

 

 

L'ARREDAMENTO INTERNO.

Poiché mi accorgevo che a modello ultimato sarebbe risultato spoglio internamente, ho pensato di ricostruirne approssimativamente anche gli interni a scompartimenti. In prima battuto ho realizzato le panche in legno di noce.

 

 


Il risultato è mediocre, anche per le aperture dei finestrini troppo grandi. Ho anche realizzato il wc e il lavandino Una volta posizionato all'interno del modello, ho sigillato il tetto.

Il lavoro non mi soddisfaceva per via della colorazione delle pareti e decisi di riaprire foderando le pareti interne con del cartoncino grigio scuro.

I vetri, con imitazione delle sbarre, sono stati realizzati in acetato inciso.

 

 

 

 

I carrelli.

Queste carrozze montavano carrelli del tipo AM, assai simili a quelli delle Corbellini Hachette, solo che privi di una barra nell'intelaiatura sottostante, ho cercato di rimediare ricostruendola ed il risultato è stato soddisfacente.

 

 

Ed ecco il modello finito fotografato accanto all'altro mio carro riscaldo, anch'esso auto costruito e che potete vedere QUI.

 

 


L'autore Andrea Robassa, è a disposizione per domande, curiosità, informazioni e chiarimenti: contattatelo nel FORUM e partecipate alla discussione sulla sua autocostruzione QUI.