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Plastico ferroviario in scala H0 - la "valle incantata"

MODULO 1  la "valle incantata"

l'idea la passione per i treni il progetto l'inizio dei lavori
il tracciato la scheda tecnica la galleria fotografica

Come detto nella pagina precedente, l’idea di costruire un plastico modulare nacque nel dicembre del 2004 allorquando Babbo Natale decise di regalare a mio figlio Matteo, uno start-set digitale della Roco in H0.

Ci mettemmo subito al lavoro con l’idea di realizzare un plastico che rievocasse l’epoca che va dalla fine della seconda guerra mondiale ai primi anni sessanta.

Quest’epoca segna l’entrata in servizio delle ultime locomotive a vapore (1946) e la progressiva comparsa delle locomotive elettriche (1949) e diesel da manovra (1954) e  di linea (1955).

La grandezza utilizzata è appunto la H0, il periodo climatico si riferisce alla primavera-estate ed il materiale rotabile è Roco Line senza massicciata.

A realizzazione ultimata, l'impianto misurerà circa 500 cm di larghezza per circa 130 cm di profondità e su di esso faremo circolare i treni con il massimo realismo possibile.

Vedere insomma il treno in miniatura correre fra casette ed alberi, fischiare e sbuffare nelle campagne o sui viadotti, in paesaggi contenuti ma freschi e realistici.

Il plastico è costituito da tre "macro moduli" (due dei quali scomponibili) in modo da poterlo realizzare in momenti differenti e renderlo anche eventualmente smontabile in qualunque momento. I primi tre pannelli sono già stati completati  ed a fine 2008 sono iniziati i lavori per la realizzazione degli ultimi due.

pannello 4-5 - "Rocca Taccagna" pannello 2-3 - "la stazione di Segrino" pannello 1 - "la valle incantata"

Nel primo modulo, che da il nome all'intera opera, nonostante le dimensioni piuttosto contenute, abbiamo cercato di rispettare il più possibile le proporzioni degli oggetti e delle distanze, la proprietà dei colori del paesaggio, la presenza di ambienti ed oggetti supplementari, quali gruppi di alberi e cespugli, casette e gruppi di animali al pascolo, personaggi diversi che hanno contribuito al raggiungimento di un paesaggio rispondente al vero in ogni particolare.

A parte gli edifici, il diorama  è quasi completamente autocostruito.

Tutta la montagna è stata realizzata in cartone, cartapesta, gesso e polistirolo ad alta densità. Nelle due foto seguenti, potete osservare la verde pineta PRIMA e DOPO.

La massicciata posata tutta manualmente e su idea di Matteo fissata goccia a goccia mediante una siringa in plastica (acqua e vinavil al 50% oltre a poche gocce di detersivo per piatti).

All'epoca eravamo dei "neofiti" e non avevamo ancora scoperto tutti i "trucchi del mestiere"...

Anche i binari presentano naturalmente i "segni del tempo" e sono stati tutti arrugginiti con vernice acrilica "terra d'ombra bruciata".

Non mancano naturalmente i personaggi (Preiser) che sono oltre 40 e tutti dipinti a mano.

In sostanza ogni centimetro quadrato è stato curato nel minimo dettaglio. Abbiamo personalizzato all’estremo il paesaggio utilizzando sia elementi offerti dalla natura che mezzi artificiali. La loro realizzazione e la relativa vegetazione è risultata basilare ed al tempo stesso semplice ed intuitiva (occorre solo un pò di pazienza e di creatività) e forse nel nostro caso è stata anche la parte più affascinante.

L’unico neo purtroppo, viste le dimensioni piuttosto contenute del modulo, è il raggio forzatamente limitato delle curvature dei binari che è poco realistico, ma d’altronde non potevamo fare diversamente.