F.A.Q. (tutto quello che avreste voluto sapere sulla scala TT e non avete mai osato chiedere...

Sezione relativa alle FAQ ovvero le domande più frequenti relative a questa scala ancora poco conosciuta.

Le domande, tra le più variegate, sono state in buona parte raccolte da appassionati che in questi anni ci hanno contattato per avere informazioni  sul TT. Invitiamo tutti a farne di ulteriori in modo da poter meglio alimentare la presente sezione.

  •   Perché venne inventata la scala TT?

La mancanza di spazio nelle case della metà del ventesimo secolo portò i produttori ad ideare la scala 1:120. L’idea era quella di poter risparmiare spazio e contrastare le scale di più grandi dimensioni. Così negli Stati Uniti tra il 1945 ed il 1946 incominciarono a vedersi i primi modelli in TT.

  •   Che cosa significa "TT"?

TT sta per “Table Top” il ripiano del tavolo. La scala infatti, per dimensioni, si adatta facilmente al piano del tavolo.

  •   Perché la scala TT è spesso chiamata la "scala perfetta"?

Le locomotive in TT ed il materiale rotabile su una scala di 1:120, con le loro proporzioni, sono quasi esattamente tra la HO (scala 1:87) e la N (scala 1:160). Agli occhi di molti appassionati di TT, questo significa unire i benefici della scala HO (comunque un po’ impegnativa in quanto a spazio) con quelli della N (bassi requisiti di spazio). Più "pratica" quindi della H0 e più “semplice" rispetto alla N, veicoli e componenti sono infatti "a portata di mano" ed hanno una maggiore sicurezza operativa. Infatti, è sufficientemente grande per poter lavorare sui modelli, operare modifiche, riparazioni, invecchiamenti, ed è pur sempre abbastanza piccola per trovare posto negli appartamenti moderni.

  •   Chi ha "inventato" la scala TT?

L’avventura della scala TT, comincia nel dopoguerra, sviluppata da un ingegnere americano Hal Joyce in Indiana, Stati Uniti d'America. Dal 1950 la società Rokal nella Germania occidentale, iniziò la produzione di trenini in scala 1:120. Successivamente, l'azienda Zeuke & Wegwerth si specializzò nella produzione di rotabili in scala TT. Altri produttori seguirono poi anche in Gran Bretagna, Francia e Svizzera.

  •   Perché a un certo punto non si sentì più parlare di TT?

La società ROKAL era rimasto l'unico produttore di modelli in TT in Germania ed aveva, verso la fine degli anni sessanta, anch’essa risentito della crisi economica. Di conseguenza, con la chiusura della Rokal, scomparvero i modelli TT in Germania e rimasero le scale HO, N e Z.

  •   E la rinascita del TT come avvenne?

La società Zeuke & Wegwerth (dopo la sua nazionalizzazione nel "Berliner TT-Bahnen") rilanciò il TT arrivando ad avere più di 800 dipendenti. Pochi anni dopo, alcuni errori gestionali ed un’intrinseca debolezza finanziaria, condussero la BTTB davanti al Tribunale di Berlino; la BTTB fu rilevata dalla ditta Tillig di Sebnitz.

  •   Per realizzare un plastico in TT che binari occorrono e chi li produce?

Il maggior produttore di binari in scala 1:120 è senza dubbio la ditta Tillig. Le rotaie sono a profilo pieno ed hanno un’altezza del fungo di 2,08 mm, che corrispondono al codice 83. Gli scambi hanno degli angoli di tangenza estremamente ridotti, a tutto vantaggio dell’aspetto realistico dell’insieme, poi hanno la particolarità – condivisa con la linea di binari in H0 – di avere l’ago elastico mentre il cuore è ottenuto per lavorazione meccanica di due rotaie. L’aspetto di questi scambi è quanto di più realistico si possa desiderare, inoltre gli organi di attacco della rotaia alla traversina sono molto simili a quelli classici FS, pertanto questo binario si può tranquillamente utilizzare su plastici o diorami di ambientazione Italiana. Per gli scambi vi è solo l’imbarazzo della scelta, dritti, curvi, incroci, doppio inglese e baeseler, un tipo di scambio incrocio usato solo in Germania.

  •   Che rotabili ci sono in commercio e chi li produce?

Tillig, oltre a due diversi sistemi per lo scartamento dei binari TT, offre indubbiamente una vasta gamma di locomotive, vagoni ed accessori. Ottimo anche il rapporto qualità – prezzo della Piko. Tra gli altri produttori: Brawa, Beckmann, Jago Modellbau,  Gutzold, Karsei, Kpa, Kres, Kruger TT, Kuhn-modellbahn, Lorenz, PMT (Profi Modell Thyrow), PSK, Roco, Schirmer TT, Tomix, CPS, Peresvet, Siggis e qualche ulteriore artigiano.

  •   Ci sono accessori come casette,stazioni,vegetazione etc...?

Per quanto concerne gli accessori, anche qui c'è l'imbarazzo della scelta: Ahuagen, Faller e Vollmer dispongono di un programma completo di accessori in TT. Tra gli altri citiamo anche Fleishmann che commercializza una piattaforma girevole, Noch, Heki, Busch, Merten, Preiser, Vollmer, Viessmann. Ci sono inoltre una moltitudine di piccoli produttori, con particolare attenzione per i dettagli ideali per il TT. Insomma, non manca proprio nulla!

  •   I rotabili sono digitalizzabili?

Assolutamente si. Qualche problema potrebbe esserci su alcune vecchie locomotive, vale sempre la regola che i veicoli devono avere lo spazio sufficiente per l'inserimento del decoder.

  •   A quali epoche corrispondono i rotabili in TT?

Per creare una ambientazione corretta è giusto rispettare le cosiddette epoche. I produttori in TT si sono pertanto adeguati di conseguenza. Le epoche sono quelle "classiche". L'epoca I dal 1835 al 1920, l'epoca II dal 1920 al 1945, l'epoca III dal 1945 al 1970 circa, l'epoca IV dal 1970 al 1990 e la V epoca a partire dal 1990.

  •   Ho un abbozzo di idea di fare una funicolare a scartamento ridotto e pensavo che i binari dell'HO hanno scartamento eccessivo, mentre quelli per la scala N l'hanno troppo piccolo; la scala TT sarebbe un buon compromesso. Quanti millimetri sono lo scartamento della scala TT?

Spesso il ferromodellista è costretto a scegliere la scala non in funzione delle sue preferenze ma dello spazio disponibile. Così dal più diffuso H0 si scende al TT (che è indubbiamente un buon compromesso fra effetto visivo, spazio vitale per le curve più strette e costi) o addirittura all’N, che occupa metà dello spazio dell’H0, o alla scala Z, affascinante per la micromeccanica di precisione che incide però ovviamente sui costi.

Scala

Rapporto di riduzione

Scartamento del modello

Z

1:220

6,5

N

1:160

9

TT

1:120

12

H0

1:87

16,5

S

1:64

22,5

0

1:45

32

  •   E per quanto concerne i ganci? In una foto di un catalogo Arnold sembravano del tutto simili a quelli della N e le norme NEM fanno riferimento sempre alla N per dare le misure della testata. Tutti i produttori adottano lo stesso?

Il primo gancio è stato quello dei treni Rokal, bello, funzionale e soprattutto decisamente in anticipo sui tempi. Questo gancio, realizzato in microfusione di metallo, è finito con la ditta Rokal, poi è arrivato il classico gancio ad anello, concettualmente simile a quelli in H0, unica differenza che l'anello ha anche il gancino. Brutto e grosso, soprattutto per modelli relativamente piccoli. Nel 1991 o 1992 la Arnold mise in produzione il Kof, una piccola diesel da manovra della metà degli anni '30, con il classico gancio usato dai modelli in scala N. Però la produzione del Kof abortì dopo poco. Alcuni anni fa la Tillig mise in produzione un nuovo tipo di gancio, molto più piccolo di quello standard usato da tutti i produttori, inoltre con la barretta che fa da contrappeso al gancio viene simulato l'accoppiatore flessibile del freno - la classica "manichetta". Il gancio è inserito in un portagancio normalizzato NEMRA - MOROP.

  •   Esistono negozi che trattano la scala TT in Italia?

Negozi in Italia non ce ne sono molti, ma comunque nelle principali città, tra queste citiamo Milano, Roma, Torino e Brescia. In ogni caso c’è eventualmente molta scelta in siti di modellismo on-line tedeschi.

  •   Che epoche e ambientazioni sono le più indicate per iniziare a dedicarsi a questa scala?

Epoche ed ambientazioni sono a scelta, c’è una produzione vasta, diffusa per tutta Europa e soprattutto per ogni epoca.

  •   Cosa c'è in giro su questa scala di materiale italiano?

La Tillig ha alcune vetture tipo X nei colori FS Italia, epoca V; sono uguali ai tipi FS tranne la forma degli aeratori sul tetto che sono del tipo DB. Un negozio di Milano ha di sua iniziativa ricolorato il Kof di produzione Hornby/Arnold, il Sig. Adrian di berlino ha una serie di lastrine fotoincise, in ottone, di vagoni FS Italia, tra cui il tipico furgone chiuso con tetto a punta. Massimo ha due furgoni del tipo Fma e un frigorifero della serie Hg. Per i fabbricati ci sono ancora i cartoncini della Eurotoys, mentre usualmente circolano sulla rete RFI locomotive politensione tipo le 185, le G2000 Vossloh della svizzera Cargo. La ditta Hädl, del Nord della Germania, ha appena messo in commercio (fine 2011) una serie di vagoni FS in epoca III e IV del tipo F passo 6100 mm: sono molto belli ed hanno un prezzo equo.

  •   Ci sono modelli non tedeschi?

Modelli non tedeschi esistono, in particolare veicoli francesi o svizzeri, delle Nazioni dell'Est Europa, come Cekia, Slovacchia, Russia, Polonia, Ungheria. Per i veicoli rimorchiati vi sono veicoli FS Italia epoca V della Tillig, ed epoca IV o III della Adrian di Berlino. Locomotive che prestano servizi transnazionali sono della Tillig o della Beckmann,  della Mehano, queste macchine fanno servizio anche in Italia.

  • Esistono ruote in perfetta scala come nell’H0?

In H0 esistono ruote in scala perfetta, che hanno un realismo sorprendente, anche in TT esistono ruote in scala perfetta, si possono acquistare sui siti Inglesi o cercando sul web. Ruote perfette hanno bisogno di scambi perfetti, come gli scambi Tillig con ago elastico e angolo in deviata di 12°, sono scambi "lunghi" o di rotaie altrettanto raffinate come le rotaie Kühn di recentissima produzione che sono in codice 75, quindi con un'altezza del fungo estremamente realistica. Al Hobby Model Expo 2012 di Novegro vedremo alcuni modelli artigianali di vagoni e motrici FS con ruote in esatta scala 1:120.

  • E' possibile l'incrocio di carrozze passeggeri della lunghezza massima in raggio di curvatura 267 e cioè R01?

Le vetture non riportano il raggio minimo di curvatura in cui sono inscrivibili, tuttavia, poiché il raggio minimo per le locomotive con più di 4 assi accoppiati è 310 mm, anche le vetture di maggiore lunghezza hanno problemi. Le vetture di recente fabbricazione hanno mantici e cinematismi, per non parlare dei predellini, un raggio così ristretto come quello proposto è inevitabile che dia problemi. Perfino nella realtà quando un convoglio deve affrontare raggi di curvatura ristretti, come sui raccordi industriali, i manovratori sono adusi ad allentare i ganci di trazione. Per finire, il raggio 267 mm, per consiglio dei produttori (Tillig, Rokal, Zeuke) è suggerito solo nei raccordi industriali.

  • Sono un appassionato delle Ferrovie Americane, cosa c'è a stelle e strisce in scala TT?

La Rokal aveva una sua linea di modelli americani, molto apprezzati e ancora molto ricercati sul mercato dell’ usato. Attualmente ci sono dei siti statunitensi che raccolgono i numerosi appassionati e nello stesso tempo commercializzano produzioni artigianali di alta qualità, numerosissimi tipi di vetture e vagoni merci, parti di ricambio, assali e motorizzazioni e naturalmente  nelle coloratissime livree delle compagnie ferroviarie americane. Eccone un esempio QUI.