Una locomotiva E.424 FS in scala 1:120 - di Giuseppe Risso

Il mio approccio alla scala TT è stato casuale.
Stavo girovagando nel sito di
Giorgio Donzello quando ho letto che a suo parere la scala più bella in assoluto era la TT.

Non sapevo praticamente nulla di questa scala, ma che lo affermasse Donzello che è, secondo me, il più grande ferromodellista in circolazione, mi ha incuriosito.

Ho iniziato a cercare informazioni e mi sono subito reso conto che se la N è per pochi, la TT è per pochissimi.
Unico punto di riferimento per i ferromodellisti italiani che si interessano alla 1:120 é proprio il sito che ospita questa mia pagina.

Più mi interessavo alla TT e più me ne sentivo attratto. Anche se non vedevo nulla dal vero, mi sembrava che la definizione di "scala perfetta" fosse azzeccata. Se si aggiunge a questo il fatto che sono attratto dall'idea di rimettermi sempre in discussione, era naturale che sarei arrivato alla decisione di cimentarmi anche in questo branchia del modellismo ferroviario. Ho subito cercato lastrine da montare, ma non sono riuscito a trovarne.

All'estero c'é molto materiale, ma a me piace fare "italiano" ed è un piccolo dramma, non c’è praticamente nulla.

Grazie a Massimo Salvatori, sono riuscito ad entrare in contatto con un artigiano tedesco che realizza lastrine fotoincise di alcuni carri italiani, ma non mi sono sembrati un gran che e poi i pianali devono essere ricavati da modelli commerciali e la cosa non mi piace.

A questo punto c’era una sola strada da intraprendere: farmeli in toto.
Un po' perché temevo di non riuscire, un po' per pigrizia, finora, avevo montato solo lastrine di altri, forse era arrivato il momento di provare a fare tutto da solo.

La scelta è caduta sulla locomotiva FS E.424.

Si tratta del mio primo tentativo in assoluto di realizzare un rotabile con una lastrina da me progettata e realizzata. Quindi piena di cose da correggere e sistemare, in questa fase mi interessa soprattutto vedere cosa funziona e cosa devo mettere a posto.

La sua progettazione, la scomposizione in pezzi, il disegno in vettoriale delle due parti della pellicola ha impegnato gran parte del tempo che ho potuto dedicare ai trenini negli ultimi tre mesi, ma, alla fine, ne è uscita una pellicola interessante (nella foto la pellicola per il retro della lastrina.

La lastrina l’ho fatta tranciare chimicamente da una ditta di Milano. A mio avviso è stata incisa male ma, visto che si tratta di un prototipo, mi servirà essenzialmente per capire gli errori e poterli correggere per le prossime versioni. Ho incominciato a montarla, ho dovuto correggere cose che ho sbagliato io e altre causate da loro imperfezioni.

Il risultato finale non sarà un gran che e, anche per questo, non mi sono curato molto della precisione del montaggio: mi interessa soprattutto sapere cosa funzionava e cosa no. Il modello preso come spunto è la E.424 075. La lastrina é in alpacca spessa mm.0,3 ma (se riuscirò a realizzarla in modo soddisfacente) la definitiva sarà in ottone.

Ecco una vista di tre quarti:

 Lato con la sola serranda:

Lato con gli sportelli:

Ho continuato il montaggio della E.424 dedicandomi ai carrelli. Come é noto, erano il tipo I1250. Il disegno é tratto dal sito rotaie.it.

Il pezzo dei carrelli prima della piegatura e dell'inserimento dei vari dettagli.

Il vero problema era come realizzare in fotoincisione (lastrina sottile mm. 0,3) i copri mozzi che sono a tronco di cono. Ho deciso di creare una serie di anelli di dimensioni sempre più piccole e di saldarli uno sull'altro dopo averli inseriti in una spina di ottone.

Un carrello con inserite le corone, le balestre, le sabbiere e i copri mozzi.

Una ruota del carrello I1250 (foto Rudolf tratta da TainZItalia.it). Come si vede non é una ruota semplice da realizzare. Ho cercato da tutte le parti di trovare una ruota piena pensando di fare solo i fori più grandi, ma nessuno realizza ruote di questa dimensione. Allora ho deciso di provare a farne una in fotoincisione. Considerando che il prototipo sarà statico, non ci sarà il problema dell'eventuale scarsa scorrevolezza. Se tutto funzionerà bene, nei prossimi modelli farò fare il cerchione tornito e inserirò all'interno le parti fotoincise.

Le parti che compongono la ruota.

Una ruota assemblata. Per centrare perfettamente i vari dischi, ho inserito un'anima in plastica in un pezzo di legno. L'anima deve avere l'esatta dimensione del foro centrale, senza gioco, altrimenti ci sono problemi.

Le ruote finite. E' stato un lavoro lungo (il solo montaggio mi ha occupato un'intera serata) ma sono venute meglio di quanto sperassi.

Il carter che deve sostenere i carrelli fissandoli sotto al pianale e nei cui fori ruotano gli assali. Nel foro rattangolare in basso al centro deve passare la trave trasversale.

Ed ecco un carrello quasi finito e l'imperiale con un po' di dettagli. Ho messo il gocciolatoio lungo tutto il filo inferiore del tetto, la ringhierina sopra alla cabina, gli aeratori, i reggi cavo con il cavo e il pantografo.
Il pantografo l'ho sbagliato, il braccio superiore l'ho fatto corto e quindi, per vedere l'effetto, ho dovuto ricostruirlo con del fil di ferro saldato che é un po' grosso. Mancano inoltre gli isolatori.

In questa fase del montaggio sto inserendo i vari dettagli. La precisione lascia a desiderare, ma mi interessa vedere cosa funziona e cosa devo modificare. Sono stati inseriti i fanali, il gocciolatoio sopra la porta della cabina, le maniglie della cabina e i maniglioni. Le prese d'aria sulla fiancata sono le prime che ho montato e non sono il massimo. Su questo lato le stesse prese d'aria sono decisamente migliori anche se non sarà la soluzione definitiva.

Qui invece vediamo l'interno della cabina con i dettagli della poltroncina e del banco di guida.

La mia prima locomotiva in scala TT può considerarsi fatta. Per questa prima versione mi sembra possa bastare. Ho verificato cosa funziona e cosa no e posso mettermi a disegnare la seconda lastrina.

Lato serranda

Lato sportelli

Il musetto con montati i vari dettagli. La tromba in alto é quella del Matisa di Lineamodel scala N e ho avuto la conferma che per a N é un po' grossa, infatti, secondo me, é più proporzionata qui.
Il gancio centrale é articolato, si può chiudere su se stesso, ma non mi é venuto bene come al solito con quelli in N (devo migliorare il disegno). I respingenti li ho realizzati con un tubetto di rame e un chiodo fresato.
Nella versione definitiva penso di acquistare quelli di Benno che sono stupendi.
Il rec femmina é il risultato dell'assemblaggio di 5 strati saldati.
Sul mio sito potete vedere un po' di dettagli in più.

Un tentativo per vedere la 424 inserita in un ambiente ferroviario...

Ed, infine, un paragone tra le tre scale: N, TT, H0

Malgrado ci siano diverse cose da sistemare e il montaggio sia poco curato, mi ritengo molto soddisfatto del risultato ottenuto.

D'altronde é la prima lastrina che progetto e, francamente, supera ogni mia aspettativa.

Ciao a tutti da Giuseppe.

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